La Medina di Fès dove il tempo si è fermato ritorna all’antico splendore

La Medina di Fès ha un nuovo look. Il quartiere storico della città imperiale è infatti nella fase finale di un ampio progetto di ristrutturazione di 27 siti storici e monumentali, un intervento  con investimenti di oltre 55 milioni di euro interamente dedicati alla salvaguardia dell’immenso patrimonio culturale della città. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1981, Fès ha 1.200 anni di storia. L’importante operazione di restauro è nata dall’esigenza  sia per  la rivalorizzazione degli edifici di interesse storico, sia per dare un nuovo slancio economico e sociale alla Medina avvalendosi della produttività delle realtà locali tradizionali, coinvolgendo le maestranze della regione.

La città di Fès fu il polo commerciale del Marocco, aperto al mondo ed alla diversità culturale e religiosa. Fès non si limita a rappresentare il centro artistico e culturale del Regno, ma è anche custode di musica e cucina. La sua collocazione, inoltre, aggiunge ulteriore fascino al suo prestigio. Fès è situata infatti su una delle punte del triangolo turistico magico il cui perimetro include Meknès, altra città imperiale, le rovine romane di Volubilis e il borgo di Ifrane, nascosto fra i cedri sulle alture del Medio Atlante.

Molto più di una semplice evasione, Fès conduce dolcemente il visitatore di un giorno, o di una vita, in una nuova dimensione spazio-temporale. Per viaggiatori che sanno apprezzare l’arte di vivere e desiderano provare l’esperienza del savoir-faire marocchino. Le ragioni per visitarla sono molteplici, si tratta della più antica città imperiale del Marocco, ricca di storia e di fascino, vera culla della cultura marocchina in cui le lancette dell’orologio sono ferme da secoli. Gli hotel hanno tutti i comfort e vi sono alberghi per ogni esigenza, da quelli in cui il lusso è davvero accentuato, a quelli per tutte le tasche. Per visitare la città sono stati allestiti sei itinerari  per scoprire i vari aspetti del centro, ecco i temi: “Mura e fortificazioni”, “Fès el-Jdid”, “il quartiere andaluso”, “monumenti e souk”, “artigianato”, “giardini e palazzi andalusi”. Durante l’escursione sarà possibile vedere i giardini, come quelli di Jnan Sbil, Riad Moqri, Dar e Batha e i palazzi andalusi: una magnifica testimonianza della ricca storia di Fès, dell’architettura ispano-moresca dei suoi palazzi e dell’eleganza dei giardini ombreggiati.

Fès è suddivisa in tre quartieri: Fès el-Bali (centro storico); Fès el-Jdid (città imperiale) e Fès ville nouvelle (città nuova). Due antiche cittadelle, Borj  Nord e Borj Sud, delimitano la città ed offrono una splendida veduta panoramica dall’alto  da dove si possono ammirare tramonti mozzafiato.

Capitale storica del Marocco, fondata nell’anno 808 da Moulay Idriss II, una città-museo a cielo aperto. Numerosi sono i monumenti religiosi e civili racchiusi tra le sue mura: Bab Boujloud, la principale porta di ingresso alla Medina. Questa magnifica porta, ornata da mattonelle decorative in stile moresco-andaluso, si apre sulla Talaa el Kebira (la Grande Salita), una delle due strade principali del centro storico. La Medina, edificata nel IX secolo, un vero e proprio dedalo di oltre 9.400 stradine e vicoli con souk, moschee, mederse ed edifici storici. In essa si aprono le botteghe degli oltre 30.000 artigiani e 11.000 laboratori artigianali che mantengono viva la loro arte  ancestrale. Le preziose mattonelle smaltate dei vasai, le ceramiche o ancora le maioliche decorate con il celebre blu cobalto, contribuiscono ad accrescere la reputazione di eleganza di cui gode la città. Il vicino Medio Atlante è una riserva di profumi ed essenze che forniscono materie naturali impiegate dagli ebanisti nei loro intarsi ispirati ai palazzi, alle finestre ed  alle sculture. Nel celebre quartiere dei conciatori si producono valigie, babbucce, divanetti, selle e cinture. Una visita è di rigore  ad una conceria. Da una terrazza si potrà ammirare  come gli operai addetti alla tintura delle pelli, lavorino immersi in vasche dove sono sciolti i colori vegetali: il papavero per il rosso; la menta per il verde; lo zafferano e la curcuma per il giallo; l’indaco per il blu; l’antimonio per il nero. Negli ultimi anni le tinture chimiche stanno sostituendo quelle vegetali. Le pelli lavorate vengono trasportate a dorso d’asino nei vicini cimiteri per l’asciugatura. Alcune persone protette a malapena con degli stivali e guanti, sono dediti alla prima fase di lavorazione: il trattamento con calce viva. Sono in corso dei lavori edili per rendere navigabile il fiume che si trova nelle vicinanze della conceria.

 

Faro di cultura

 

L’università Quaraouiyine, la più antica università del mondo, è stata edificata nell’anno 859, prima di Bologna (1119) e Oxford (1229). Al suo interno sono conservati numerosi manoscritti rari. In essa vi è anche una moschea, che porta il  medesimo nome, vero e proprio gioiello della Medina, è un simbolo della città di Fès. Secondo la tradizione, l’università fu  fondata da una donna, Fatima El Fihriya. Nel corso del tempo, questo luogo di preghiera è diventato un importante centro di diffusione dei saperi più antichi: teologia, giurisprudenza, filosofia, matematica, astrologia, astronomia sono state studiate e trasmesse dai più grandi nomi dell’epoca, ove insegna attualmente il Prof. Fassi Fihri,  peccato che si può visitare solo dall’esterno. Varie sono le mederse, antiche residenze universitarie destinate all’insegnamento accademico e religioso. La più nota è la medersa Bou Inania, unica nel suo genere per la sua imponenza, con il minareto e l’orologio idraulico. Da vedere anche la medersa Al  Attraine, perla dell’architettura merinide, nonché il museo delle Arti e dei Mestieri del legno, collocato nell’antico caravanserraglio riconvertito Fondouk Nejjarine. La visita darà modo di ammirare il panorama dall’alto del tetto. Altro museo è  quello delle Arti e delle Tradizioni marocchine, l’edificio costeggia i giardini di Boujloud. Questo antico palazzo in stile andaluso racchiude mirabili tesori dell’arte tradizionale di Fès e della sua regione: legno scolpito, ricami, zellij, ferro battuto, gioielli, monete e tappeti. Nello scorso mese di giugno si è tenuto il Festival des Musiques Sacrées du Monde, che è il festival della pace, del dialogo e dell’avvicinamento tra popoli e culture.

 

Wellness e Hammam

 

Il savoir-faire marocchino passa anche attraverso il palato. Una raffinata gastronomia ed una varietà di profumi e sapori sono da gustare: Tajiine, couscous, pastilla che combina il sapore del dolce e del salato, sapori unici da assaporare durante il soggiorno in città. Per scoprire rituali e trattamenti di bellezza antichi non c’è nulla di meglio che un Hammam popolare o uno stabilimento termale, ai luoghi più tradizionali si possono anche preferire le SPA degli hotel di lusso o dei sontuosi riad della Medina. In entrambi i casi ci si troverà nelle mani di massaggiatori esperti che utilizzano articoli di origine naturale, prodotti locali come l’olio di Argan, il sapone nero di Fès o come il ghassoul, argilla minerale tipica della regione, che rigenera la pelle. Poco fuori Fès vi sono le terme di Moulay Yacoub, situate in collina, dalle sorgenti termali sgorga un’acqua sulfurea e salata. Le terme di Sidi Harazem, poco distanti, hanno una sorgente di acqua ricca di minerali curativi per le malattie del fegato e dei reni. Sono note fin dal secolo  XVI per le loro virtù terapeutiche.

Ifrane la piccola Svizzera del Marocco

 

Il villaggio, ad un’ora di macchina da Fès, è un luogo ideale per una fresca gita in montagna nel Medio Atlante. Contornata dalla più grande foresta di cedri al mondo,  in cui vive una comunità di docili macachi che volentieri accettano cibo dai turisti, pronti a mettersi in posa per la foto di rito. Vari laghetti e corsi d’acqua creano delle coreografiche cascate. Nel comprensorio turistico “Le vie dei cedri” è possibile praticare molteplici attività: escursioni, pesca alla trota nelle acque del lago e sci sugli altipiani di Michlifen o Jbel Hebri nei mesi invernali.

Per i più pigri vi è un trenino che condurrà alla scoperta di artigiani  che lavorano manualmente tappeti, cesti di rattan e ceramica. Vi è anche un hotel di lusso che offre servizi di alto livello e i cui prezzi sono certamente non elevati.

 

 

Volubilis la Pompei del Sud

 

 

E’ il principale sito archeologico del Marocco. Particolarmente interessante sarà la visita agli scavi dell’antica città romana e delle sue imponenti rovine. Verso il 285 d.C., quando i romani lasciarono Volubilis per Tangeri, la città antica, situata in piena campagna vicino all’attuale Meknès, perse progressivamente la sua importanza. Fra i reperti del luogo, classificato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, si possono ammirare mosaici particolarmente elaborati che ornavano i pavimenti delle sontuose dimore.

 

Per maggiori informazioni:

 

www.visitmorocco.com

www.espertidelmarocco-pro.it

in**@************co.it

https://it-it.facebook.com/EnteNazionaleTurismoMarocco/

 

                                                                                                                Harry di Prisco

la nuova e la vecchia generazione di Fès

Da Palermo ad Alcamo un viaggio tutto d’un fiato

Il Presidente del GAL Golfo di Castellammare Pietro PuccioSi respira un’aria nuova a Palermo, passeggiando per le sue strade e le sue piazze ricche di monumenti principalmente normanni, magari a bordo di una delle 25 motocarrozzette “Ape”, servizio realizzato per evitare il caotico traffico cittadino da una cooperativa di giovani intraprendenti, che si sono inventati un lavoro.L’influenza della civiltà normanna è visibile negli edifici più importanti, come ad esempio la Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, meglio nota come Martorana dove fu incoronato Ruggero II e la chiesa di San Cataldo, capolavori dell’architettura e della decorazione di quel tempo insieme alla Cappella Palatina. Essa rappresenta per il Palazzo dei Normanni «il più sorprendente gioiello religioso sognato dal pensiero umano», come narrò Guy de Maupassant. All’interno spiccano i mosaici bizantini: un trionfo di oro e di colori con le scene della Bibbia. Anche di incomparabile bellezza è il Duomo di Monreale, realizzato quaranta anni dopo, con il bellissimo chiostro e lo stupendo mosaico raffigurante il Cristo Pantocratore, che dall’alto sembra seguire tutti con il suo sguardo. Dal duomo nei giorni scorsi è stata trasmessa la Santa Messa in diretta su RAI 1.

Il centro della città di Palermo è rappresentato dalla piazza ottagonale dei Quattro Canti, definita Teatro del Sole per la posizione centrale da dove si riesce ad osservare il cammino del sole dall’alba al tramonto. Nella piazza si tenevano feste dell’effimero e della forca, feste da ballo, banchetti e tornei e ancor oggi è scelta come scenario per il “festino” di Santa Rosalia, che sconfisse la peste nera, sostituendosi alle antiche sante patrone della città: Ninfa, Cristina, Oliva e Agata. La festa della “Santuzza” è una delle più belle del folklore siciliano e nell’occasione vengono utilizzati maestosi carri barocchi allegorici, che attualmente sono posizionati in giro per la città in attesa di essere riutilizzati il prossimo 15 luglio. Il consigliere del comune palermitano, Giulio Cusumano, ci apre poi tutte le porte del Palazzo delle Aquile di Federico II di Svevia, oggi sede del Municipio e già sede del Senato. Il palazzo si affaccia su Piazza Pretoria, detta anche Piazza della Vergogna, per via della nudità delle statue, che sono collocate intorno alla grande fontana, ma anche per il suo costo astronomico e per lo scandalo che suscitava nelle monache di clausura che si affacciavano proprio sulla piazza. Nella sala del consiglio comunale, nota come Sala delle Lapidi, sono ricordati gli uomini illustri che hanno fatto la storia della città e i tanti eroi che hanno perso tragicamente la vita. «Nei giorni scorsi è stato presentato – ci dice Cusumano – il progetto “Palermo Pass: Tutto su una APP” per dispositivi smartphone e tablet,  inteso a sviluppare il turismo grazie ad una guida completa della città, scaricabile gratuitamente». In particolare sono previste le indicazioni sui monumenti, sullo shopping e sui locali più di tendenza del momento, come il ristorante “Ballarò”, che prende il nome dal vicino mercato e dove si possono gustare i cibi di strada comprese le arancine rese famose dalla fiction di Montalbano.  Palermo “Panormus”, che in greco vuol dire “tutto porto”, è da sempre considerata una metropoli di mare e oggi è il più importante porto della Sicilia e una mappa è dedicata ai crocieristi, si tratta della “Voyager`s card”, pensata per chi giornalmente sbarca a Palermo e si muove per poche ore nel centro cittadino. Dopo aver visitato Palermo, attraverso l’autostrada si arriva dopo una quarantina di chilometri sulla costa meridionale e occidentale del Golfo di Castellammare nella parte più agricola e meno montana. Alcamo, nota per il castello dei conti di Modica, conserva rilevanti strutture di un passato monumentale, come il vasto complesso architettonico del Collegio dei Gesuiti, la cui costruzione fu iniziata nei primi anni della seconda metà del Seicento per la diffusione della fede e per la formazione spirituale dei giovani. La conservazione dei monumenti è solo un esempio del lavoro fatto dal GAL Golfo di Castellammare «che – come ci ha confermato Luigi Amato funzionario dell’ente  – intende dare una identità culturale al territorio anche alla luce dell’aspetto religioso, che ha rivestito per la Sicilia sempre un ruolo importante». Il Gruppo di Azione Locale Golfo di Castellammare, il più giovane tra i 17 GAL siciliani, ha la sua sede operativa proprio ad Alcamo dove di recente è pervenuta, su invito della regione, una delegazione di funzionari croati. Scopo dell’incontro è stato quello di mostrare le azioni previste nel Piano di Sviluppo, che si basano sugli interventi infrastrutturali rurali, come la promozione finalizzata all’incremento del turismo, alla valorizzazione delle emergenze naturalistiche, storico-culturali e architettoniche, alla crescita di adeguati canali di commercializzazione dei prodotti locali ed alla promozione delle produzioni tipiche. Grazie al finanziamento del GAL Golfo di Castellammare è stata realizzata da poco una pubblicazione, in italiano e in inglese, sugli itinerari tematici proposti dall’associazione culturale “Wine farm and Tourist” per scoprire: i bagli, tipiche costruzioni fortificate che venivano un tempo utilizzate come magazzini, ad esempio quello bellissimo della città di Scopello (famosa anche per i suoi faraglioni e la sua tonnara); le cantine; i musei e i maggiori vigneti siti a cavallo delle due province di Trapani e Palermo. Tra i percorsi quello che combina natura, agricoltura e religione e quello che coniuga “Vino e architettura rurale” che, partendo dalle Dune di Calatubo sul versante tirrenico, permettono di vedere i ruderi del castello e la millenaria vicina fontana araba della “Cuba delle Rose”, recentemente restaurata dal GAL che ha finanziato anche: i “Mercati del contadino”; la riqualificazione dei “Bevai di monte e di valle”; il rifacimento dei muretti a secco dell’area esterna del Santuario della Madonna del Furi di Cinisi; la ricostruzione della chiesa di San Cataldo a cavallo tra i territori di Trappeto e Terrasini ed i restauri dei “ponti federiciani” della Madonna del Ponte di Partinico. Voluti dall’Unione Europea questi enti hanno il compito di coinvolgere nello sviluppo del territorio tutti gli attori. In quello del Golfo di Castellammare ben si coniugano le tradizioni produttive di qualità, il vicino aeroporto internazionale di Palermo, ferrovia e autostrade. Del GAL Golfo di Castellammare fanno parte aziende e associazioni private ed enti pubblici, tra questi i comuni di: Terrasini, Cinisi, Partinico, Balestrate, Trappeto e Scopello in provincia di Palermo e solo Alcamo in provincia di Trapani. Nella restaurata Real Cantina Borbonica di Partinico, poco distante da Alcamo, è collocata la sede del Museo delle tradizioni storiche, culturali ed agricole. Ed è qui che troviamo i “Pupi di Partinico”, rappresentati dagli ultimi pupari: Nino Canino, che alla veneranda età di 86 anni ancora va in scena con la sua possente voce, coadiuvato dalla figlia Laura e Vincenzo Garifo che, formato alla scuola dei Canino e vissuto senza padre dall’età di due anni, con le lacrime agli occhi ci dice che «la sua famiglia sono i Pupi» e intanto ci mostra una parte della sua stupenda collezione, da Beatrice ad Orlando ad Angelica a Carlo Magno. Canino e Garifo tengono spettacoli all’interno della struttura, per la gioia delle scolaresche e dei turisti, guidati dal loro amore per le storie cavalleresche. Il Teatro dell’Opera dei Pupi nel 2001 è stato riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio immateriale dell’Umanità. «La mission del GAL Golfo di Castellammare è puntare su tre aspetti: enogastronomia, turismo rurale e conservazione del paesaggio, migliorando la qualità della vita in queste aree dove abbiamo avviato una fase di ascolto che coinvolge in primis le scuole per far conoscere il volto migliore dell’Europa, un’Europa che investe», sono queste parole del Presidente del GAL Pietro Puccio. Gli fa eco Andrea Ferrarella, Responsabile di Piano, che conferma gli obiettivi raggiunti, spendendo tutte le risorse messe a disposizione dall’Unione Europea. «Le aree rurali devono essere rivalutate – dice Santi D’Alessandro, responsabile per la Regione Sicilia della gestione dei GAL isolani e dell’animazione sul territorio – dando la possibilità alle piccole aziende e agli artigiani, che operano in loco, di investire come è stato il caso delle due sorelle che si sono inventate un’attività nel messinese con la lavorazione di un arbusto per creare souvenir e hanno richiesto un finanziamento al GAL territoriale per realizzare un laboratorio». La forza delle idee, dunque, crea redditività e i giovani ne sono consapevoli dopo il tramonto del sogno del posto fisso.

Harry di Prisco

Vueling inaugura il 20 giugno i voli per l’aeroporto di Bastia in Corsica

aereo Vueling<<Siamo contenti di servire l’aeroporto di Bastia, e la Corsica, importante meta turistica della Francia e gioiello del Mediterraneo. Per gli abitanti della Corsica, abbiamo riservato le nostre destinazioni più strategiche : Barcellona e Roma, hubs principali della compagnia che permetterà loro di accedere con voli collegati tra di loro a più di una centinaia di aeroporti d’Europa, dal Medio Oriente o dall’Africa.
Offriamo loro anche la possibilità di partire alla scoperta di una regione di carattere, la Bretagna, per delle vacanze in dolcezza e bellezza>>, dichiara Linda Moreira, Direttrice Francia e Africa di Vueling. Per la stagione estiva 2014, Vueling dà importanza alla sua offerta di partenza dalla Francia e sceglie di servire un dodicesimo aeroporto francese : quello di Bastia. Alla partenza dalla Corsica, la compagnia inaugura un festival di nuove destinazioni con voli diretti : Barcellona, hub originale di Vueling, Roma, hub strategica della compagnia nell’Europa del Sud, e Rennes, capitale della Bretagna. Vueling, la prima compagnia tra la Francia e la Spagna per numero di passeggeri trasportati, annuncia oggi il suo collegamento in direzione di Barcellona e il 28 giugno quello con destinazione Rennes, in Bretagna Il prossimo 20 Giugno, Vueling inaugurerà i suoi primi voli diretti in partenza da Bastia verso l’aeroporto di Roma Fiumicino, con un’ offerta totale di 9.360 posti fino al 16 settembre. La compagnia ha previsto due voli a settimana, i lunedì e i venerdì, a partire da 38,94 Euro solo andata. A partire dal 21 giugno, la compagnia aerea ha previsto i voli con destinazione Barcellona per tre giorni a settimana a luglio, quattro voli settimanali ad agosto e due voli a settimana nel mese di settembre. Su questa tratta, Vueling metterà a disposizione dei viaggiatori un totale di 13.740 posti fino al 16 settembre, con dei biglietti a partire da 44,99 Euro solo andata. Dal prossimo 28 giugno, saranno realizzati dei voli verso Rennes i martedì e i sabato, a partire da 54,99 Euro solo andata, per un’offerta totale di 6.840 posti fino al 30 agosto. I biglietti sono fin d’ora disponibili sul sito http://www.vueling.com/, nelle agenzie di viaggi, Tour Operator, sulle applicazioni I-Phone e Android o sul portale mobile m.vueling.com e per telefono : 0899 232 400. La rete di destinazioni Vueling si estende per i passeggeri della Corsica grazie ai voli in corrispondenza che la compagnia propone via l’Aeroporto Barcellona – El – Prat, terminal. La compagnia permette ai viaggiatori di restare connessi a più di 117 destinazioni in tutta Europa, così come in Marocco (Nador, Fès, Tanger e Marrakech), in Gambie (Banjul) e in Senegal (Dakar), in più in Algeria (Alger e Oran), e in Medio Oriente (Tel Aviv e Beyrouth). La compagnia aerea  riproduce a Roma il suo modello di Barcellona connettendo dei voli Vueling via aeroporto Roma Fiumicino. Vueling facilita così l’accesso verso l’Italia del Sud (Bari, Catania, Lamezia Terme e Palermo) e i paesi mediterranei, tra cui la Croazia e la Grecia (Atene, Corfù, Creta, Santorini, Mykonos) per i passeggeri in partenza da Bastia. Vueling è nata nel luglio 2004 con una flotta di due Airbus A 320, con quattro rotte e con l’obiettivo di offrire al cliente un servizio eccellente e dei prezzi molto competitivi.
Dieci anni più tardi, Vueling opera su più di 285 rotte in Europa, Africa e Medio Oriente. Quasi il 50% del suo traffico è internazionale. La compagnia spagnola conta 21 basi e ha trasportato più di 75 milioni di passeggeri. Proprietà del gruppo IAG, Vueling è la compagnia leader all’aeroporto di Barcellona – El – Prat, con il 36% del mercato. Vueling disporrà a partire dell’estate 2014 di una flotta di 90 Airbus (modelli A 319 e A 320).

                                                                                                                                                     Harry di Prisco    

 

 

Il viaggio diventa indimenticabile a bordo del Bernina Express

bernina expressCon ventiseimila chilometri suddivisi tra treni, autobus, battelli, ferrovie di montagna e impianti di risalita, la Svizzera è un enorme parco di divertimento per tutti. E proprio i “panorami” che si possono ammirare un po’ dappertutto in montagna come in c

ittà sono il motivo conduttore del 2014 secondo Svizzera Turismo (www.svizzera.it numero verde 0080010020030). Tutto questo e molto altro ancora si può vivere soprattutto a bordo dei trenini rossi della Ferrovia Retica (www.rhb.ch), dove si può godere a pieno del più grande spettacolo delle montagne che solo la natura può offrire. Proprio quest’anno la Ferrovia Retica ha festeggiato in giugno i suoi 125 anni di viaggi affascinanti. «Fu nel 1889 che l’olandese Willem Jan Holsboer – ci ha ricordato Enrico Bernasconi, rappresentante per l’Italia della Ferrovia Retica SA – gettò le basi per la costruzione di una ferrovia nel Cantone dei Grigioni, il più grande della Svizzera. Si iniziò con l’apertura della tratta Landquart-Klosters e solo un anno dopo ci fu il prolungamento fino a Davos». Non è possibile scoprire la Svizzera senza usare la Ferrovia Retica. Ed è stato proprio Bernasconi, che ci ha accolto alla stazione di Zurigo, guidandoci poi alla scoperta della tecnologia dei trasporti integrati che permette di far funzionare tutto in perfetto orario appunto con la precisione di un orologio svizzero. «Si tratta di un puzzle – egli ci ha detto – ad incastro che viene aggiornato annualmente in base alle coincidenze locali e internazionali».

Ciuf…Ciuf si parte per St.Moritz a bordo del Bernina Express

Da non perdere il viaggio nella natura sul Bernina Express, il trenino rosso, che dopo aver attraversato la Valle dell’Albula tra Thusis e Tirano (dal 2008 patrimonio mondiale UNESCO) permette di raggiungere comodamente seduti in prima classe (ma in seconda si viaggia altrettanto bene solo con un po’ di spazio in meno tra i sedili), la cittadina di St. Moritz a 1.856 metri sul livello del mare. Si tratta dell’unica tratta ferroviaria svizzera che, da sud a nord, attraversa a cielo aperto le Alpi. Il tracciato della linea a scartamento ridotto permette di superare notevoli differenze di altitudine, affrontando pendenze anche del 70 per mille, senza l’ausilio della cremagliera. La linea dell’Albula e del Bernina, concepita a trazione elettrica, rappresenta l’epoca d’oro della costruzione delle ferrovie di montagna, che nella seconda metà del XIX secolo vide realizzare tunnel di maggiore lunghezza accanto a gallerie speciali.

Ma quale è l’unicità di questa linea che ogni anno vede una presenza sempre maggiore di turisti? «Grazie all’integrazione armoniosa dell’infrastruttura ferroviaria nel paesaggio – dice Bernasconi – il viaggio diventa indimenticabile dall’inizio alla fine, partendo dalla stazione italiana di Tirano attraversando poi la Valle dell’Albula per giungere alla mondana cittadina turistica di St. Moritz, passando dall’atmosfera mediterranea della Valtellina, alle vette alpine». Dalle carrozze panoramiche a cupola vetrata la vista è mozzafiato sul ghiacciaio del Morteratsch, che fa scoprire a poco a poco, una volta sgombra dalle nuvole in quota, tutto il fascino della sua vetta più alta, il Piz Bernina, sita ad oltre quattromila metri sul livello del mare. E alla successiva curva altre visioni spettacolari: il “lago bianco”, ancora in parte ghiacciato, alimentato dal ghiacciaio che lo sovrasta e il “lago nero” più piccolo e scuro, tanto vicino che si può toccare con mano.

Il Corno delle Alpi nella Grotta Azzurra

St.Moritz ha intrapreso nel 2005 una serie di accordi con l’ isola di Capri. Nella sala del Consiglio Comunale della cittadina elvetica si svolse la conferenza stampa “Capri e St. Moritz” per annunciare l’avvenuta “alleanza strategica” fra le due località turistiche di eccellenza. Tra i firmatari Peter Marki, proprietario dell’Hotel Steffani e Presidente della Best Western Svizzera. Ben articolato il programma di collaborazione denominato “Alleanza strategica Capri-St. Moritz”, che prevedeva i seguenti punti: pubblicazioni in comune di annunci sui depliant e pacchetti per alberghi; viaggi di studio; rappresentanze comuni sul mercato; reciproci vantaggi per i clienti; scambio di link su internet; utilizzo di una rete di relazioni. E in più le due delegazioni  presentarono il progetto di una “carta-sconti” per acquisti negli esercizi commerciali di St. Moritz, carta da consegnare agli ospiti degli alberghi capresi. Tutto era pronto per partire ma da allora il discorso si è fermato alle buone intenzioni più che ai fatti. «Siamo anche andati a Capri quell’anno – ha detto Peter Marky  – e abbiamo suonato nella Grotta Azzurra il corno delle Alpi. Speriamo proprio che si possa riprendere il discorso interrotto per portare avanti quel collegamento tra le due città da noi tanto auspicato». Purtroppo al Comune di Capri c’è solo un eco lontano, non essendoci traccia dell’accordo.

Di St. Moritz, che prende il nome da San Maurizio, tutti conosciamo la fama di città cosmopolita, paradiso degli sciatori d’inverno e ricca di sorprese d’estate. Quando arriva la bella stagione la cittadina, sita in una vallata alto-alpina, si trasforma e offre il meglio di sé anche grazie alle proposte dell’Ufficio del Turismo Engadina St.Moritz (www.engadin.stmoritz.ch). «Le formule “Speciale d’estate per famiglie” e “Speciale d’estate per appartamenti di vacanza” – ha detto Angela Rupp, responsabile marketing dell’Ufficio del Turismo – permettono di trovare la sistemazione giusta per ogni esigenza anche di prezzo».

Tutto ha avuto inizio a Saint Moritz 150 anni fa quando l’albergatore Johannes Badrutt scommise, insieme a quattro ospiti inglesi, che avrebbero potuto godere il sole dolce dell’Engadina nei mesi invernali, in caso contrario egli si sarebbe assunto l’onere delle spese del viaggio di ritorno. Gli ospiti partirono a Natale per ritornare nelle proprie città di origine a Pasqua, rilassati e felici per aver passato una vacanza perfetta. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e dei 750 mila pernottamenti estivi e 930 mila invernali, più di un terzo nel 2013 ha scelto St. Moritz. Tra i più assidui frequentatori gli svizzeri (53%), i tedeschi (12%), gli italiani (9%), i giapponesi (5%) e gli americani (3%).

Un’estate in quota piena di divertimenti

St. Moritz celebra la sua fama mondiale con stile e fascino cosmopolita, sotto un cielo blu intenso brilla la piana dei laghi nella luce del pomeriggio e nell’aria si diffonde il profumo dei boschi di cembro. è poi sul lago di un blu cobalto abbagliante, dove d’inverno si tengono sul ghiaccio le corse dei cavalli, d’estate le barche a vela sono pronte ad affrontare il vento del Maloja. Sulle vette del Corviglia e del Corvatsch le passeggiate richiamano chiunque desideri spingersi in alto, sino ad oltre m. 3000. I ciclisti hanno i loro sentieri: i trails a St. Moritz e dintorni sono fra i più belli del mondo e conducono, attraverso percorsi di diverso grado di difficoltà, intorno alle cime più alte delle Alpi orientali. Al leggendario “Dracula Club” si può ascoltare jazz nella sua forma originaria. Tutto è pronto per accogliere i turisti. Il “Festival del Jazz St. Moritz” offre per tutto un mese, dal 10 luglio al 10 agosto, un palcoscenico ad artisti nazionali e internazionali: musica dal vivo nell’intima atmosfera dei club con un insieme di 30 concerti. Anche il festival dell’Opera di St. Moritz regala dal 28 giugno al 12 luglio musica di alto livello, ne è un esempio “La Gazzetta” di Rossini, andata in scena per la prima volta a Napoli nel 1816. Dal 2 al 15 agosto si prosegue con la musica classica. Il BSI Engadin Festival offre dieci concerti esclusivi nelle più belle località dell’Alta Engadina. Dal 22 al 31 agosto, il “St. Moritz Art Masters” trasforma per dieci giorni St. Moritz nella mecca mondiale della scena artistica e culturale, con mostre aperte al pubblico da scoprire sulla “Walk of Art”. Quest’anno l’evento si svolge interamente all’insegna dell’India. Il 13 e 14 agosto, invece, i migliori atleti del mondo nelle discipline windsurfing, kitesurfing e sailing si affronteranno a squadre all’“Engadinwind”, sul Lago di Silvaplana. Nel quadro di queste competizioni si svolgerà inoltre la più antica regata di windsurf del mondo, l’“Engadin Surf Marathon”.

Per gli amanti della natura un appuntamento da non perdere è il 1° agosto, quando si festeggeranno i 100 anni del Parco nazionale alpino (www.nationalpark.ch) a Zernez, in occasione della festa nazionale della Svizzera. Il centro visitatori a Zernez offre una vasta gamma di offerte interattive, camminando nella natura. Il parco si può raggiungere con la Ferrovia Retica da Landquart attraverso la galleria della Vereina in Engadina bassa o da Coira per Samedan in Engadina alta. La maggior parte dei punti di partenza delle gite sono comunque raggiungibili con i mezzi di trasporto pubblici. Da un quarto di secolo, il biglietto “all-in-one”, realizzato dallo Swiss Travel System (www.swisstravelsystem.com), entusiasma e motiva i turisti di tutto il mondo a scoprire la Svizzera con un unico biglietto, che permetterà di utilizzare qualunque mezzo di trasporto (treni, autobus e battelli) oltre ad entrare gratuitamente in molti musei e ad ottenere sconti nei negozi convenzionati.

Harry di Prisco